Il nome "Black Friday" non deriva dai conti dei negozi che passano dal rosso al nero, come si racconta di solito. Nasce a Philadelphia, e a usarlo per primi furono gli agenti di polizia, per descrivere il caos del giorno dopo il Ringraziamento. Il significato commerciale, quello legato ai profitti, è arrivato più tardi, negli anni Ottanta. La ricostruzione che segue si basa soprattutto su un articolo dell'Associated Press del 2018 ripubblicato da WHYY, che cita le ricerche di Bonnie Taylor Blake, analista dell'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill.
Che cos'è il Black Friday
Il Black Friday è il giorno successivo al Ringraziamento negli Stati Uniti ed è diventato uno dei momenti di shopping più frenetici dell'anno. I grandi magazzini offrono tradizionalmente sconti limitati su una vasta gamma di prodotti per attirare i clienti nei negozi, con offerte analoghe online.
L'articolo dell'AP lo descrive oggi come un rituale nazionale, con folle nei centri commerciali da uno stato all'altro, che si è trasformato in una stagione di sconti lunga un mese, con molti negozi che aprono già la sera del Ringraziamento.
La spiegazione che sentite ripetere, e perché non regge
La versione più diffusa dice che le imprese operassero "in rosso", cioè in perdita, fino al giorno dopo il Ringraziamento, quando le vendite massicce permettevano finalmente di andare "in nero", cioè in profitto. È una spiegazione elegante e comoda per i commercianti, ma non corrisponde alla realtà: l'immagine del bilancio "in nero" compare solo negli anni Ottanta, quando i rivenditori adottano un significato positivo per un nome che esisteva già.
Philadelphia: la vera origine
Secondo la ricostruzione dell'AP, negli anni Sessanta la polizia di Philadelphia usava l'espressione per descrivere il traffico di auto e pedoni dei clienti del dopo Ringraziamento, vista come un problema. La partita di football tra l'esercito e la marina si giocava tradizionalmente nel fine settimana successivo al Ringraziamento, e le folle in arrivo il venerdì peggioravano gli ingorghi. Per i poliziotti quelle giornate significavano un carico concreto:
- niente giorno di riposo e turni più lunghi del solito;
- ingorghi e incidenti stradali;
- marciapiedi e negozi sovraffollati;
- furti nei negozi, favoriti dalla confusione.
Il nome, quindi, descriveva una giornata faticosa per chi doveva gestire la città, e non un guadagno per chi vendeva. Lo dimostra un dettaglio: Taylor Blake ha trovato un comunicato del 1961 della città di Philadelphia che tentava di ribattezzare quel fine settimana "Big Friday" e "Big Saturday". Il tentativo non ebbe successo. La sfumatura negativa si voleva togliere, ma il vecchio nome rimase.
L'AP riporta anche una testimonianza del 1975: una responsabile vendite del grande magazzino Gimbels, descrivendo gli agenti che dirigevano le folle nel centro di Philadelphia, spiegava che per questo gli autisti di autobus e taxi chiamavano quel giorno Black Friday.
Dal fenomeno locale all'evento globale
Il termine restò a lungo un fatto locale. Fu negli anni Ottanta che i rivenditori gli diedero il significato positivo, quello dei negozi "in nero" che entrano in profitto all'avvio ufficiale della stagione natalizia. Quella storia del rosso e del nero, in sostanza, è un'operazione di marketing riuscita, costruita sopra un nome che nasceva da tutt'altro.
Da lì la diffusione è stata rapida. Fino a pochi anni fa in Italia l'evento era praticamente sconosciuto, mentre oggi fa parte del calendario commerciale. Il nostro legame con il consumismo di origine statunitense si è rafforzato nel tempo: il fascino delle offerte speciali e lo spirito di shopping della giornata hanno conquistato gradualmente anche noi, dimostrando come le tradizioni commerciali possano viaggiare attraverso i confini e influenzare le abitudini di acquisto in tutto il mondo.
Perché vale la pena saperlo
È un tema rilevante perché riguarda il modo in cui circolano le informazioni.
Conoscere l'origine reale del termine è un buon esercizio di metodo: una spiegazione plausibile e ben raccontata può circolare per decenni senza essere vera, soprattutto quando fa comodo a qualcuno. Il Black Friday ne è un caso esemplare.
Dietro ogni tradizione c'è una storia da scoprire, spesso diversa da quella che sembra a prima vista. E in un'epoca di consumismo e shopping frenetico, fermarsi un momento a guardare le radici di queste pratiche commerciali aiuta a ricordare che dietro ogni affare c'è una storia, spesso più complessa di quanto immaginiamo.



