Web Guide è un esperimento di Search Labs con cui Google usa l'intelligenza artificiale per riorganizzare la pagina dei risultati: invece di una lista unica di link, li raggruppa per argomento. Il progetto è descritto da Google nella pagina dedicata, e dal mio punto di vista di sviluppatore che segue da vicino l'evoluzione del digitale è una sperimentazione nella direzione giusta.

Come funziona

Secondo Google, Web Guide si appoggia a una versione personalizzata di Gemini, che interpreta sia la query sia il contenuto delle pagine web. Come accade con l'AI Mode, usa la tecnica del query fan-out: lancia più ricerche correlate in parallelo per individuare i risultati più pertinenti. L'output è una pagina in cui i collegamenti sono categorizzati per tema, per esempio per aspetti diversi della stessa domanda.

Alla partenza la funzione è disponibile solo per gli utenti che hanno aderito all'esperimento, nella scheda Web della Ricerca. Si può tornare ai risultati standard in qualsiasi momento. Google prevede di portare i risultati organizzati dall'AI anche in altre parti della Ricerca, come la scheda Tutto, man mano che capirà dove sono più utili.

Quando ha senso usarla

Il documento di Google suggerisce due casi d'uso:

  • ricerche aperte, come l'organizzazione di un viaggio da soli in Giappone, dove le sfaccettature sono molte;
  • query dettagliate, scritte su più frasi, in cui l'utente spiega davvero che cosa sta cercando.

Sono i casi in cui la lista tradizionale funziona peggio: bisogna aprire dieci schede e ricostruire a mano la mappa del tema. Raggruppare i link per argomento fa risparmiare questo lavoro e rende più rapido arrivare alla pagina giusta.

Che cosa cambia rispetto alla ricerca di sempre

La pagina dei risultati tradizionale è una classifica: un ordine unico, valido per tutti, che si legge dall'alto. Web Guide la trasforma in una mappa: l'utente vede subito quali sottotemi esistono intorno alla sua domanda e sceglie da quale partire. Il lavoro di sintesi, che prima faceva chi cercava aprendo schede una dopo l'altra, viene svolto dal modello. Resta però un'interfaccia di link e non una risposta scritta, ed è questa la differenza principale rispetto alle AI Overviews e all'AI Mode.

Un esempio concreto

L'esempio scelto da Google è la ricerca di un viaggio da soli in Giappone. Con una lista classica il risultato è un insieme eterogeneo: itinerari, forum, guide, pagine di prenotazione, tutti mescolati. Con Web Guide gli stessi link vengono suddivisi in gruppi omogenei, così chi pianifica può affrontare un aspetto alla volta, dalla logistica alle esperienze da fare. Quanto sia precisa la suddivisione lo si capisce solo provandola su ricerche reali.

Come provarla

Web Guide si attiva dalla pagina dell'esperimento in Search Labs e riguarda la scheda Web della Ricerca. Dato che si può tornare ai risultati standard in qualsiasi momento, provarla non comporta rischi: conviene alternare le due viste sulla stessa ricerca e confrontare quale delle due porta più in fretta alla pagina cercata. Conviene partire da domande ampie e poco definite, scritte come frasi complete, perché è lì che il raggruppamento per argomento mostra il suo valore.

La mia valutazione

Ritengo che la capacità dell'AI di comprendere e organizzare i contenuti web in base agli interessi di chi cerca apra prospettive nuove per la ricerca informativa. L'idea di fondo è che non serva sostituire i risultati con una risposta generata, ma metterli in ordine: l'utente conserva il controllo e continua a navigare verso le fonti originali. È un compromesso più rispettoso del web aperto rispetto a una risposta unica che chiude la ricerca.

Due cautele. La prima: Google stesso ricorda che l'intelligenza artificiale generativa è sperimentale, quindi il raggruppamento può sbagliare e non va preso per verità. La seconda: è ancora un esperimento limitato a chi ha aderito, e finché non si estende alla scheda Tutto lo considero un progetto promettente, non un cambiamento acquisito.

Che cosa significa per i contenuti

Se i risultati vengono organizzati per sottotemi, un sito ha più possibilità di emergere con una pagina che copre bene un aspetto specifico che con un testo generico su tutto. È una previsione, coerente con il funzionamento descritto. Per chi pubblica, vale la pena strutturare gli articoli con sezioni chiare e un taglio preciso. Un tema collegato, la ricerca conversazionale di Google, lo trovi nell'articolo sull'AI Mode.

Se funzionerà, Web Guide potrebbe cambiare il modo in cui interagiamo con i risultati online, rendendoli più personalizzati ed efficienti. Resta un esperimento: la decisione di estenderlo dipenderà da ciò che Google imparerà dagli utenti che lo provano.